Foggia Calcio: "State buoni (se potete)"

Come diceva San Filippo Neri
 di Antonello Abbattista  articolo letto 6735 volte
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Foggia Calcio: "State buoni (se potete)"

Sono ore frenetiche, i social diventano inevitabilmente vettori di notizie utili ma anche di tante sciocchezze diffuse dai cosiddetti “analfabeti funzionali” in servizio permanente come “odiatori”. Inutile evidenziare che le seconde sono infinitamente preponderanti rispetto alle prime. Il Foggia è nei guai e quello che sembrava un problema di un ex socio e di qualche tesserato (o ex tale, ndr) che a gennaio avrebbe guadagnato l’uscita dello Zaccheria, è diventato, questa mattina, un problema angosciante che scuote gli animi della tifoseria foggiana. L’arresto del patron Fedele Sannella, almeno per chi non si è ricordato di essere tifoso del Foggia da un paio d’anni a questa parte e che oggi pontifica sulle vicende rossonere, è un cazzotto allo stomaco che fa sputare il ricordo di altre manette, in altre epoche, ai polsi di Re (Don Pasquale Casillo, artefice di Zemanlandia, correva l’anno 1994, ndr) e di presunti dignitari di corte con velleità di gloria che rimasero, appunto, chimere (Marco Russo, luglio 2001, ndr).

La vicenda attuale appare diversa rispetto alle prime due, ma ciò non significa che non meriti attenzione, tantomeno che non avrà ripercussioni qualora fosse dimostrata la sua consistenza reale. Si parla di riciclaggio e il filone è quello che condusse all’arresto dell’ex socio Massimo Curci all’inizio di dicembre. In pratica ci sarebbero circa 400mila euro di provenienza illecita con cui sarebbero stati pagati in forma irregolare alcuni tesserati ed ex tesserati del Foggia nonché qualche procuratore. Paragonare, dunque, i tre “scandali” che hanno caratterizzato la storia della società dauna negli ultimi 24 anni, è impresa ardua poiché le epoche storiche in cui sono accaduti i fatti sono diverse e lontane tra loro, così come diversi tra loro sono i reati contestati.

Una cosa, però, è in comune: la paura dei tifosi. Perché, a onor del vero, per quanto i tifosi foggiani siano allenati ormai olimpionicamente a soffrire, è altrettanto vero che avremmo fatto tutti quanti a meno di questo ulteriore record negativo con la giustizia ordinaria che bussa alle porte del sodalizio dauno per la terza volta negli ultimi 24 anni. E tralasciamo fallimenti e vicende societarie d’ogni guisa poiché servirebbe uno sforzo editoriale notevole per scrivere una “enciclopedia” (un solo libro sarebbe riduttivo a riguardo, ndr).

Cosa rischia il Foggia? Innanzitutto bisogna attendere che la giustizia ordinaria faccia il suo corso, auspicando che sia Curci che Sannella, così come i tesserati coinvolti, possano dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Al momento, infatti, siamo nel campo del “penale”, non della giustizia sportiva (che sicuramente si attiverà, a meno che non si sia già attivata a dicembre, ndr). Qualche addetto ai lavori si dichiara perplesso circa la possibilità di commissariare il Foggia. Un vero e proprio “unicum” ma è altrettanto vero che il reato contestato si sarebbe consumato all’interno delle “mura domestiche” del Foggia Calcio e lo avrebbero perpetrato soci, azionisti per favorire il guadagno irregolare di alcuni tesserati. Vien da sé la nomina di un commissario che garantisca l’ordinaria amministrazione della società, decisamente in frenetica attività, e che garantisca, nel contempo, un controllo della situazione.

Questo può implicare una responsabilità oggettiva oppure presunta? Di sicuro non un illecito sportivo. Tuttavia, qualora fosse provato il pagamento “occulto” di compensi ai tesserati, ne risponderebbero coloro i quali avrebbero consumato il reato (chi lo avrebbe commesso e chi ne avrebbe “usufruito” commettendo un reato a sua volta, ndr).

Bisognerà sicuramente aspettare il 13 febbraio per capire se si procederà con il commissariamento. Nel frattempo, però, è facile intuire i riverberi negativi sul mercato rossonero, sul lavoro del “diesse” Luca Nember, in entrata ma anche in uscita, sullo stato psicologico di una squadra chiamata, adesso, non solo a salvarsi sul campo ma a fare quanti più punti possibili, in assoluto, a prescindere. Che non si sa mai. I tempi della giustizia ordinaria sono decisamente più complessi di quelli della giustizia sportiva ma è lecito attendersi delle risultanze finali entro il termine della stagione, al più tardi in estate. Il Foggia dovrà arrivarci già salvo sul campo, se non addirittura in zona play-off, per limitare i danni di una eventuale penalizzazione in classifica che, però, potrebbe anche essere comminata e da scontare nel prossimo campionato.

Al netto delle opinioni di ognuno, a prescindere dalle polemiche e dagli “urlatori”, è bene, d’ora in poi, abbandonare le fazioni di “guelfi” e “ghibellini”, di “pro” Stroppa e “contro” Stroppa, di favorevoli al 4-3-3 o favorevoli al 3-5-2, per unirci e sostenere gli 11 calciatori che scenderanno in campo nelle prossime 20 partite. Perché anche dai loro piedi passerà la possibilità di continuare a vedere il calcio a Foggia, in Serie B.

Per completezza di informazione si pubblica integralmente il contenuto del comunicato stampa diffuso stamane da Guardia di Finanza di Varese e Polizia di Stato - Questura di Milano 

INDAGINE “SECURITY”: ARRESTATO PER RICICLAGGIO IL PATRON DEL FOGGIA CALCIO FEDELE SANNELLA E RICHIESTO IL COMMISSARIAMENTO GIUDIZIALE DELLA SOCIETA’ SPORTIVA.

Nella mattinata odierna, militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Varese e personale della Squadra Mobile della Questura di Milano, proseguendo nello sviluppo delle indagini condotte nell’ambito dell’operazione denominata “Security” – che nel maggio 2017 aveva già portato all’esecuzione di misure cautelari personali a carico di n. 15 soggetti, a vario titolo accusati di far parte di un’associazione per delinquere che ha favorito gli interessi, in particolare a Milano e provincia, della famiglia mafiosa catanese dei “Laudani” – hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P del Tribunale di Milano (Dr. Giulio FANALES), su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia (Dr.ssa Ilda BOCCASSINI e Dr. Paolo STORARI) a carico di Fedele SANNELLA, patron della squadra calcistica del Foggia, per il reato riciclaggio.
Numerose perquisizioni locali sono state eseguite a Foggia e provincia presso gli uffici e le abitazioni nella disponibilità di SANNELLA Fedele e del fratello, nonché presso la sede del Foggia Calcio.
Nel dicembre dello scorso anno, le indagini avevano condotto all’arresto di CURCI Ruggiero Massimo, ex vice presidente della citata squadra calcistica, per aver autoriciclato quasi 2 milioni di euro – provenienti da numerosi delitti di frode fiscale, bancarotta fraudolenta aggravata, appropriazione indebita aggravata e indebita compensazione di imposte dal medesimo commesse – finanziando, relativamente alle stagioni 2015/2016 e 2016/2017, la società sportiva del Foggia calcio.
A seguito dell’ulteriore sviluppo dell’attività investigativa, corroborata anche dai riscontri alle ammissioni rese dai fratelli CURCI Ruggiero Massimo e Nicola in sede di interrogatorio innanzi al Pubblico Ministero della D.D.A milanese, sono emersi importanti profili di responsabilità a carico di SANNELLA Fedele, il quale avrebbe ricevuto e riciclato personalmente parte di tali versamenti, per un importo complessivo pari a € 378.750,00 in denaro contante, provento dei reati di cui si è detto, reimpiegandoli nel FOGGIA CALCIO SRL sia attraverso la corresponsione di somme di denaro in nero agli atleti, allenatori, procuratori, sia mediante pagamenti funzionali alla gestione della società calcistica, così ostacolando l’identificazione della provenienza illecita del denaro.
La D.D.A. di Milano (primo caso in Italia di richiesta della specie riguardante società calcistiche) ha richiesto al G.I.P. di Milano di disporre, ai sensi della normativa in materia di responsabilità amministrativa degli enti, l’applicazione della misura cautelare della nomina di un commissario giudiziale per la durata di un anno, nei confronti del FOGGIA CALCIO SRL.
Ciò in quanto gli illeciti sono stati commessi dagli organi apicali (precedenti ed attuali) della società sportiva, che ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità (2 milioni di euro di illecita provenienza, 1,6 milioni di euro con modalità tracciate ed euro 378.750,00 in nero ed in denaro contante consegnati direttamente al SANNELLA). L’udienza per decidere sulla richiesta di cui sopra è stata fissata per il prossimo 13 febbraio 2018.


Milano, 24 gennaio 2018