Pescara-Foggia 5-1, il commento

Sconfitta troppo pesante. C'è da ben sperare per il futuro. Ma occorre rinforzarsi ancora
28.08.2017 09:58 di Antonello Abbattista   Vedi letture
Antonello Abbattista
Antonello Abbattista

A guardare il risultato finale dall’Adriatico verrebbe da pensare che Pescara-Foggia sia stata una amichevole precampionato finita male per i dauni e che i pescaresi abbiano passeggiato contro gli avversari, sciorinando calcio champagne di zemaniana memoria. Legittimo pensarlo se non si è vista la partita e, soprattutto, se non si sono lette le statistiche. Perché a quel punto la musica cambia e ci si accorge che lo champagne era in realtà un buon spumante e che il portiere abruzzese Pigliacelli ha trascorso larga parte del suo pomeriggio a “pigliare” i palloni che venivano scaraventati nello specchio della sua porta o nelle immediate adiacenze dai Satanelli. Tiri totali: 22 a 13 per i rossoneri, sintesi della gara: il Foggia prende a pallonate il Pescara e il Pescara infila cinque volte il malcapitato Guarna. Come è possibile? E’ possibile nella misura in cui alle squadre di Zeman, notoriamente, non si può concedere nulla ed è possibile se la propria difesa è un colabrodo. E all’Adriatico i quattro difensori rossoneri, in collaborazione con il centrocampo, hanno filtrato non solo il brodo ma tutto il mare possibile e il portiere rossonero non ha potuto fare altro che pescare dalla propria rete palloni su palloni per la felicità dei biancazzurri. Tripletta per Pettinari, uno che dal 2014 aveva messo a segno 7 reti totali in Serie B, gloria per Benali e Mancuso. Difficile conferire il “premio” di peggiore in campo tra i foggiani, sarebbe comunque ingeneroso per una squadra che, nel complesso, ha messo sotto gli avversari per almeno un tempo pieno mettendo insieme i minuti e prima di mollare nella ripresa prendendo quattro dei cinque gol subiti.

Tuttavia si può rilevare come l’intera fase difensiva sia stata disastrosa, che probabilmente andrebbe rivista la scelta di puntare su Gerbo terzino, sia per non svilire un calciatore di grande spessore che dovrebbe giocare dove sa, a centrocampo, sia per non esporlo a magre figure come quella rimediata ieri, in parte addolcita dal bel gol a fine gara. Peraltro non ha spinto sulla fascia a dovere. Meglio un Loiacono più “impostato”, ora disponibile dopo aver scontato la squalifica, o, perché no, meglio recuperare Angelo (se proprio bisogna “prenderle”, che almeno accada con un terzino in campo che spinga come un dannato. Angelo lo era). Martinelli sembrava quello della prima parte della scorsa stagione (non è un complimento). Rubin, dopo un buon primo tempo, è crollato nella ripresa. Empereur è stato il meno peggio ma deve crescere ancora parecchio per giustificare appieno quanto è costato alle casse del Foggia. In mezzo al campo Capitan Agnelli ci ha messo come sempre il cuore sopperendo ai propri limiti. Non buona la prestazione di Agazzi che ha orchestrato ben poco la manovra rossonera, Deli ha giocato bene a intermittenza ma pure si è reso pericoloso in area abruzzese. In avanti strepitoso Chiricò e ottimo Fedato, due belle prestazioni emerse nel naufragio generale. Mazzeo spettatore pressoché non pagante della partita con due tentativi di rendersi pericoloso sui 22 imbastiti dai rossoneri. Che dopo l’ottima prestazione di Vicenza suona come campanello d’allarme in un reparto che, al momento, può contare su un solo centravanti di ruolo come Beretta, due seconde punte (Mazzeo e Floriano) e ben quattro esterni (Chiricò, Fedato, Calderini e da oggi Nicastro). Il mercato è ancora aperto e la sconfitta di Pescara dovrebbe indurre la società a guardarsi ancora intorno per cercare di accaparrarsi almeno un paio di elementi, specie per rinforzare il pacchetto arretrato, peraltro apparso in difficoltà già a Genova con la Sampdoria, sia pur contro un avversario di ben altro spessore tecnico.

Una nota a margine la merita l’arbitro. Saia di Palermo ha graziato in più di una circostanza Coulibaly autore di falli vistosi nella prima frazione di gioco, mentre ha punito oltremodo col giallo Agazzi. Nella ripresa non è stato concesso un calcio di rigore nettissimo al Foggia per fallo di Perrotta su Mazzeo. Perrotta che è stato poi ammonito per proteste. Ciò non può costituire una giustificazione ma, sul 2-0, la realizzazione di un penalty avrebbe potuto cambiare volto alla contesa e, forse, evitare un passivo smisurato rispetto a quanto di buono offerto dai rossoneri in campo sotto gli occhi di 1500 encomiabili sostenitori provenienti dal capoluogo dauno. Ora bisognerà riscattarsi contro l’Entella, davanti al proprio pubblico, con una prestazione gagliarda  e, magari, condita da un buon numero di gol.