Disastro Foggia, la Cremonese rimonta. Saltano Di Bari e Colucci, Stroppa "a termine". Gli scenari

Pierpaolo Marini in pole come "diggì". Stefano Colantuono nuovo mister se il Foggia non vince ad Ascoli
 di Antonello Abbattista  articolo letto 974 volte
Pierpaolo Marino
© foto di Federico De Luca
Pierpaolo Marino

Gli autori del libro “Stroppa, dalla diffidenza alla differenza” (che sarà presentato la prossima settimana, ndr) dovrebbero valutare l’ipotesi di modificare il titolo della loro fatica editoriale aggiungendo la parola “reti” affianco a “differenza”. Sono 31, dopo le tre incassate ieri pomeriggio allo Zaccheria contro la Cremonese, le reti che il Foggia ha subito finora in campionato. Penultimo posto, zona retrocessione ormai consueta per una squadra che ha palesato per l’ennesima volta tutti i propri limiti. E sono saltate le prime tese. I patron Franco e Fedele Sannella si sono uniti per l’occasione e già qualche minuto dopo il triplice fischio hanno sollevato dall’incarico il “diesse” Beppe Di Bari. Il “diggì” (ma era evidente a tutti che altro non fosse che un direttore sportivo “aggiunto”, ndr) Giuseppe Colucci ha rassegnato le dimissioni, accolte dalla proprietà. Mister Giovanni Stroppa, da signore quale è, ha anch’egli rassegnato le dimissioni, respinte della dirigenza. Non certo perché ancora si abbia fiducia in un allenatore che pure ha le sue responsabilità e che, probabilmente, è stato coccolato fin troppo dalla piazza e da larga parte degli addetti ai lavori. Semplicemente perché la scelta del nuovo trainer sarà operata di concerto con il nuovo direttore generale. Si sta facendo di tutto per convincere Pierpaolo Marino, un “fuoriclasse” della categoria dei dirigenti sportivi, ad accettare l’incarico di metter mano all’organizzazione societaria e tecnica per un Foggia che, ormai, deve assumere una mentalità aziendale e non più essere una specie di “carrozzone a ranghi indefiniti”. Con lui arriverebbe Stefano Colantuono in panchina. Nel frattempo segno della croce e speranza di non prenderle ad Ascoli, contro una diretta concorrente alla salvezza. Resta la squadra. Palesemente inadeguata per la Serie B, senza carattere, psicologicamente debole e che non conosce le mezze misure tra un attacco prolifico e una fase difensiva (prima ancora di una difesa, ndr) imbarazzante. Ma anche qui, tutti hanno sopravvalutato molti degli elementi che hanno vinto lo scorso campionato di Lega Pro ai quali sono stati aggiunti innesti che, per ora e salvo qualche rara eccezione, non hanno garantito il salto di qualità. Pagano Di Bari e Colucci, al momento, ma andrebbe anche detto, a loro parziale discolpa, che fare la spesa con pochi spiccioli può garantire il risparmio ma non la qualità dei prodotti. Sotto questo aspetto, d’ora in poi, Sannella e chi vorrà rilevare il 50% della società dovranno mettere mano al portafoglio senza batter ciglio. La squadra va decisamente rinforzata senza dimenticare la necessità di liberarsi di numerosi elementi a libro paga presenti in rosa o non inseriti nella lista ufficiale oppure mandati in prestito in Lega Pro. Altrimenti la Serie C è l’unica cosa certa che il Foggia ha davanti ai propri occhi nel prossimo futuro.

Cinque gol e non molto altro da annotare sui taccuini dei cronisti presenti in tribuna stampa per Foggia-Cremonese. Al nono Mazzeo sfrutta una sponda di testa di Beretta e calcia al volo, Ujkani para. Un minuto dopo è Brighenti per i lombardi a mandare la palla sull’esterno della rete sfruttando un lancio lungo. Al 23° ci prova Pesce dalla distanza e chiama Guarna al salvataggio in corner. Al 34° Foggia in vantaggio con un magistrale calcio di punizione calciato da Coletti. Un minuto dopo è il cremonese Mokulu a mandare di poco fuori dopo una carambola in area. Al 37° raddoppio rossonero con Beretta che infila in controtempo Ujkani, colpendo di testa sfruttando al meglio un cross di Mazzeo. Due minuti e comincia la rimonta grigio rossa con Brighenti che, ben appostato in area, raccoglie una palla vagante e trafigge Guarna. Allo scadere della prima frazione i lombardi pervengono al pareggio con Mokulu che sfrutta al meglio un cross basso da destra di Almici e segna. Al 46° ci prova Piccolo al volo ma Guarna è attento. Nella ripresa cross basso pericoloso di Mazzeo che attraversa tutta l’area piccola della Cremonese con la difesa che spazza nei pressi della linea di porta. Al 53° è l’ex Antonio Piccolo a fissare il risultato sul definitivo 3-2 con un bel calcio di punizione. Al 71° cross di Fedato, subentrato ad un non incisivo Chiricò tra i due tempi, con Beretta che spedisce di poco alto con un colpo di testa. Al 79° è Loiacono a rendersi pericoloso con un colpo di testa, deviato sulla traversa da Ujkani, su cross dell’ottimo Celli (ci si chiede perché Stroppa non lo abbia fatto giocare in altre circostanze nelle prime undici di campionato complice un Rubin decisamente in versione fotocopia sbiadita del calciatore della passata stagione, ndr).
Finisce tra i fischi, giusti, con una paternale ai giocatori a mezzo megafono sotto la Sud e con gli ultras della Nord a voltare le spalle ai propri beniamini.

FOGGIA (4-3-3) – Guarna, Loiacono, Camporese, Coletti, Celli; Agazzi, Vacca, Deli (46° Gerbo); Chiricò (46° Fedato), Mazzeo, Beretta (71° Nicastro). In panchina: Pelizzoli, Sarri, Lodesani, Empereur, Pertosa, Rubin, Calderini, Ramè, Fedele. Allenatore: Giovanni Stroppa

CREMONESE (4-3-1-2) – Ujkani, Almici, Canini, Garcia Tena, Renzetti; Arini, Pesce (66° Cavion), Croce; Piccolo (75° Castrovilli); Brighenti, Mokulu (82° Marconi). In panchina: Ravaglia, D’Avino, Procopio, Scappini, Perrulli, Scarsella, Macek. Allenatore: Attilio Tesser

RETI – 34° Coletti, 37° Beretta (Fg); 39° Brighenti, 45° Mokulu, 53° Piccolo (Cr)

NOTE – Arbitro Davide Ghersini di Genova. Angoli 8-3 per il Foggia. Ammoniti Gerbo (Fg) e Arini (Cr). Recupero 1 minuto nel primo tempo e 6 minuti nel secondo tempo