Foggia batte Carpi 3-1: super rimonta firmata Martinelli, Chiricò e Beretta

I rossoneri tornano alla vittoria in B dopo 19 anni e 4 mesi
 di Alessandro Tosques Twitter:   articolo letto 75 volte
Fonte: foggiatoday.it
Cosimo Chiricò
© foto di Giuseppe Scialla
Cosimo Chiricò

Quasi diciannove anni e quattro mesi (contate voi i giorni esatti): tanto è passato dall’ultima vittoria del Foggia in serie B. Anche allora si era in trasferta, a Castel di Sangro (dove il Foggia ha svolto il ritiro precampionato quest’estate, ndr), un gol di Chianese risolse il match a favore della formazione rossonera. Quel 24 maggio del ’98 lo ricorderanno un po’ meno i tifosi, dopo il successo della formazione di Stroppa in quel di Carpi. Giunto in rimonta, dopo l’iniziale gol di Mbakogu, come accadde a Pescara e Avellino: stavolta però si era intuito che quanto meno il Foggia sarebbe rimasto in partita fino alla fine. E invece un secondo tempo esaltante ha condotto i ragazzi di Stroppa al clamoroso ribaltone, contro una squadra che fin qui non aveva mai perso e aveva subito solo un gol. Sì, il vero Foggia è questo.

PRIMO TEMPO - Una verticalizzazione buona, l’astuzia di Mbakogu, l’ingenuità di Camporese, ed è la svolta. Il Foggia paga ancora una volta la maledizione dei primi minuti, beccando gol al 9’ alla prima palla dotata di un più alto coefficiente di pericolosità. E così l’avvio senza dubbio meno passivo rispetto all’infausto pomeriggio di Avellino, viene subito vanificato. Il Foggia fa la partita, ma partire quasi subito con il gap di un gol contro una squadra quadrata e brava a chiudere ogni varco diventa pesante. Calabro prosegue con il suo gioco che bada al sodo, concede poco allo spettacolo, ma ancor meno all’avversario abituato a fare la partita. Il possesso palla rossonero si infrange nelle due linee erette dall’ex tecnico della Virtus Francavilla: Mbaye fa da autentico muro davanti al terzetto difensivo, adeguatamente protetto anche sulle corsie con i rientri dal tempismo perfetto di Jelenic e Pasciuti. Belloni, e Saber – quando si scolla dalla mediana – girano attorno a Mbakogu, che tocca pochi palloni, ma sa sempre come mettere in apprensione il Foggia. Diverso il discorso per il Foggia: la squadra è sul pezzo, fraseggia e si propone, ma alla lunga la manovra si rivela troppo prevedibile. Trovare il grimaldello per far breccia nella retroguardia biancorossa diventa così molto complicato. Fedato viene spesso sollecitato, ma è molto meno pratico rispetto a tre giorni fa, mentre Nicastro limita gli inserimenti, isolando ulteriormente Mazzeo. Risultato: zero occasioni significative per il Foggia, nonostante un possesso prolungato, mentre Guarna rischia di capitolare almeno altre due volte.

SECONDO TEMPO – Il primo cambio in avvio di ripresa denuncia la presa di coscienza di Stroppa: sono le fasce la causa della prevedibilità del gioco rossonero. Per questo Fedato lascia il posto a Floriano, prima delle tre scelte felici che opererà nella ripresa. Il folletto nato in Germania calcerà il corner da cui si origina il gol di Martinelli, lesto nel tap-in dopo che la traversa e un difensore erano riusciti a dire no a Camporese. Il gol del Foggia è come inchiostro che si rovescia su una lettera appena terminata di scrivere. Perché quanto visto nella prima frazione diventa subito un ricordo. I rossoneri alzano il ritmo e spingono con convinzione, sia per vie centrali che sulle corsie. E il gol di Chiricò, appena entrato, arriva al termine di un’azione superba che coinvolge tutti e tre gli uomini d’attacco, con Floriano che scambia con Mazzeo e poi pesca Chiricò al centro dell’area. Gol e boato dei circa 800 sostenitori dei satanelli appostati proprio in curva Sud. E’ un altro Foggia, padrone del campo, abile nel velocizzare le transizioni, con un Agazzi finalmente in grande spolvero, e i due neoentrati devastanti sulle corsie. A complicare i piani di Calabro la “prodezza” di Saber che cerca un improbabile contatto in area, e finisce per beccarsi il secondo giallo per simulazione, cinque minuti dopo la prima per un fallo a metà campo. La strada per il Foggia si ingentilisce, ma non per questo l’undici di Stroppa si siede sugli allori. Anche perché Calabro chiude affiancando Malcore e Manconi a Mbakogu. Stroppa risponde con Beretta per Mazzeo, e ha di nuovo ragione lui, perché il ragazzone scuola Milan impiega cinque minuti per sfondare centralmente, involarsi verso la porta e freddare Colombi. Tre a uno e partita chiusa. Il Foggia festeggia, il campionato, forse, è iniziato oggi.

CARPI (3-5-1-1) Colombi; Sabbione, Poli, Ligi; Jelenic (39’st Manconi), Mbaye (27’st Malcore), Verna, Saber, Pasciuti; Belloni (6’st Concas); Mbakogu. A disposizione: Serraiocco, Vitturini, Capela, Romano, Giorico, Carletti, Saric, Brosco, Pachonik. All. Calabro

FOGGIA (4-3-3) Guarna; Loiacono, Camporese, Martinelli, Rubin; Agnelli, Vacca, Agazzi; Nicastro (19’st Chiricò), Mazzeo (39’st Beretta), Fedato (1’st Floriano). A disposizione: Pelizzoli, Figliomeni, Deli, Coletti, Calderini, Gerbo, Celli, Ramè, Fedele. All. Stroppa

Arbitro: Marinelli di Tivoli

Marcatori: 9’pt Mbakogu (C), 4’st Martinelli (F), 20’st Chiricò (F), 44’ Beretta (F)

Ammoniti: Nicastro (F), Pasciuti (C), Saber (C)

Espulsi: 22’st Saber (C) per doppia ammonizione