Grassadonia: l'esperto in missioni impossibili ai raggi X

Da calciatore e da allenatore sempre protagonista in situazioni difficili. A Cagliari sfidò Cellino e ultras denunciando doping e violenze
01.07.2018 10:19 di Antonello Abbattista  articolo letto 1584 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Grassadonia: l'esperto in missioni impossibili ai raggi X

Molti tra addetti ai lavori e tifosi, da tempo, apprezzavano le sue doti da mister. Ora, finalmente, Gianluca Grassadonia è il nuovo allenatore del Foggia (e sarebbe così anche in caso di malaugurata retrocessione in Serie C all’esito del processo sportivo in corso, ndr). Per la quarta volta consecutiva, dal 2012 ad oggi, è un ex calciatore rossonero a vestire i panni dell’allenatore dei Satanelli: Padalino, De Zerbi, Stroppa e oggi Grassadonia. Che nel Foggia, ventenne, ha giocato 9 partite in Serie A nella stagione 92/93, prima di tornare alla Selernitana dalla quale il Foggia lo aveva prelevato nell’estate del 1992 (all’epoca i granata erano società satellite dei dauni di Don Pasquale Casillo, ndr). Lunga la sua carriera da difensore in Serie A, B e C con Cagliari tappa fondamentale dove in 7 stagioni tra massima serie e cadetteria colleziona 135 presenze e due reti. Con i sardi è protagonista anche di un brutto incidente di gioco in Udinese-Cagliari del 98/99 allorquando resta a terra privo di sensi dopo un colpo fortuito alla nuca in un contrasto con Locatelli. Furono il portiere Scarpi e il medico dell’Udinese a salvargli la vita con la respirazione bocca a bocca e i massaggi cardiaci. Ha indossato anche le casacche di Cosenza, Chievo, Fidelis Andria, Venezia, Juve Stabia e Sant’Antonio Abate.

La sua carriera da allenatore è stata, finora, decisamente interessante. Per la semplice ragione che è stato quasi sempre capace di tirare fuori il meglio in situazioni non idilliache, in piazze calde e alla guida di squadre difficilmente accreditabili per la vittoria finale. Dopo aver allenato la Primavera della Salernitana e dopo aver esordito alla guida della prima squadra della sua Salerno nel 2009/2010 in B con pessimi risultati, passa alla Casertana in D a stagione in corso nel 2011. Poi le due esperienze più rilevanti nella carriera di Grassadonia. A Pagani e a Messina. Con la Paganese ottiene subito una promozione in C1 nel 2011/2012 e la salvezza nella stagione successiva. Nel 2013/2104 il miracolo a Messina dove prende in mano le redini della squadra al penultimo posto in classifica di Seconda Divisione a dicembre e conduce i peloritani alla vittoria finale del campionato. Resta in Sicilia anche nella stagione successiva in C prima di tornare in Campania alla guida degli azzurrostellati dove vive due campionati tranquilli. Nell’ultimo torneo l’esordio in B a Vercelli con doppio esonero anche se, la “Pro”, non era certo all’altezza, sulla carta, del campionato cadetto.